Brescia indica la strada all’Ue «Uniti si vince»

10 mar 2025
La platea del teatro Sociale piena in occasione dell'evento organizzato dal gruppo Athesis La platea del teatro Sociale piena in occasione dell'evento organizzato dal gruppo Athesis

Davanti alla platea di 400 persone che ha gremito il Teatro Sociale di Brescia, i relatori di Top 500 hanno lanciato un appello all’Unione perchè riesca a fare «massa critica» sulle politiche Usa e la speranza che gli investimenti bresciani siano utili al rilancio dell’economia italiana. Così il progetto omnichannel organizzato da Gruppo editoriale Athesis e PwC Italia in collaborazione con l’università di Verona, è stato il termometro del mercato interno proiettato all’Europa e al mondo. Un oltre due ore e mezza di dibattito trattando dell’Europa e della difficile transizione del mercato, Bresciaoggi ha messo a confronto i protagonisti sui temi di grande attualità per la politica e l'economia mondiale: dalle scelte protezionistiche degli Usa alle difficoltà dell'Europa riguardo la politica industriale, dal caro energia che pesa sui bilanci delle imprese alla concorrenza della Cina.

Carlo Cottarelli con il direttore di Bresciaoggi Massimo Mamoli Carlo Cottarelli con il direttore di Bresciaoggi Massimo Mamoli

Sollecitati e intervistati dai giornalisti Paola Buizza e Gian Paolo Laffranchi, dal vice direttore di Bresciaoggi, Giulio Tosini e dal direttore, Massimo Mamoli, si sono alternati sul palco Carlo Cottarelli, economista e direttore del Programma per l'educazione nelle Scienze economiche e sociali e dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'Università Cattolica di Milano, l'analista geopolitico e direttore di Domino, Dario Fabbri, e il giornalista e analista politico Andrew Spannaus. Tutto partendo dai dati analizzati da Silvia Vernizzi, professoressa associata di Economia aziendale a UniVr, e dagli esperti di PwC Italia.

La platea del teatro Sociale piena in occasione dell'evento organizzato dal gruppo Athesis La platea del teatro Sociale piena in occasione dell'evento organizzato dal gruppo Athesis

Tra gli interventi anche quello di Franco Gussalli Beretta, presidente della Fabbrica d'Armi Pietro Beretta leader di Confindustria, e di Giovanni Comboni, vice presidente di A2A. Una tavola rotonda ha approfondito il tema «La difficile transizione del mercato» ed ha visto impegnati Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia e Lombardia, Paola Artioli, leader di Asonext spa di Ospitaletto e Stefano Berni, direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano. Tra le due sponde dell’Atlantico la tensione è alle stelle. A sottolinearlo anche Dario Fabbri parlando di Trump: «Questo qui aggiunge ogni giorno cose». Come dire, io mi occupo di geopolitica, parlo in tv, nei podcast e in eventi come questo dell’Athesis, ma il tycoon è sempre un passo avanti. «Quello che era buono ieri non è più buono oggi, non completamente, come ci portasse, ci costringesse tutti sul tamburo della cronaca», dice l’analista.

L'intervento dell'analista Dario Fabbri L'intervento dell'analista Dario Fabbri

Per Fabbri l’Europa dovrebbe sorprenderlo, prendere in contropiede The Donald: «Perché l’Europa non flirta un po’ con la Cina? E fa capire agli Usa che non sono l’unico, possibile interlocutore?». Mentre l’ombra dei dazi si allunga sulle nostre aziende, già in difficoltà a causa della crisi tedesca, ci si chiede: cosa succederà? A Top 500 le risposte sono state tutte nelle parole dell’economista Carlo Cottarelli. «In una guerra dei dazi, l’Europa è più debole rispetto agli Stati Uniti, la cui economia è basata molto sulla domanda interna - rimarca Cottarelli -. L’Italia è al secondo posto in Ue per esportazioni, dopo la Germania: ovvio che abbiamo da perdere, benché gli Usa non siano il nostro primo mercato. Non so se una negoziazione avverrà dopo la proclamazione dei dazi, come nel caso di Canada e Messico, o dopo. Trump cercherà accordi con i singoli Paesi. Ma se vogliamo trattare, dobbiamo farlo come una squadra. Difficile mettere d’accordo 27 Paesi, senza un governo europeo, ma sarà fondamentale per avere più peso specifico». Non solo. «Se ora le schermaglie sono tra Europa e Stati Uniti, nei prossimi anni lo scontro riguarderà Usa e Cina - rilancia il professore -. Negli ultimi 80 anni, infatti, non abbiamo mai avuto “due galli in un pollaio“. Non era così con l’Unione Sovietica, in grado di gareggiare con l’America sì a livello militare, ma non economico e geopolitico». Intanto Brescia rimane in prima linea per il rilancio dell’economia europea. Ne è convinto Franco Gussalli Beretta sul palco con il vice direttore di Bersciaoggi Giulio Tosini. «Non abbiamo la bacchetta magica ma l’industria bresciana ha sempre dimostrato grande capacità e reattività - dice Beretta -. Penso che sarebbe importante che gli industriali mettano a fattor comune la loro visione concreta. Le istituzioni, in un momento così difficile, devono fare la loro parte».

giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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