Capitale umano e talenti. Risorse e tecnologia. Sono questi i pilastri sui quali il mondo economico bresciano ha costruito la ripresa dopo il «tempo sospeso» della pandemia, contro l'inflazione e il caro energia.
Sul palco di Top 500 Brescia, al Teatro Centro Lucia di Botticino, ieri si è parlato di «tempesta perfetta» che ha avuto forti ripercussioni anche sul mondo dell’industria. Ma Brescia ha saputo affrontare i marosi economici e, dopo le buone performance del 2021, le sue imprese hanno saputo alzare la testa. Così ha confermato «Discover. Le economie locali dopo la tempesta globale», il progetto omnichannel organizzato dal Gruppo editoriale Athesis, in collaborazione con PwC Italia e l’università degli Studi di Verona.
Un confronto con rappresentanti del mondo politico e imprenditoriale, economisti ed esperti di geopolitica, si sono alternati sul palco per analizzare il momento storico e le prospettive reali di una economica che ha dovuto reinventarsi negli ultimi tre anni. Ad aprire Matteo Montan, amministratore delegato del Gruppo Athesis, e Massimo Dal Lago, partner di PwC Italia. Mentre a rompere il ghiaccio «politico-istituzionale» è stato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, davanti a Franco Gussalli Beretta, presidente di Confindustria Brescia (nonchè leader della storica Fabbrica d’Armi di Gardone Valtrompia) e Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group. Tra gli ospiti Monica Scarpa, amministratore delegato di Save, Nicola Voltolin, direttore di Zeep!, Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore di Domino, Hermes Bianchetti (vice direttore generale di Banca Valsabbina main partner) prima delle conclusioni del direttore di Bresciaoggi, Massimo Mamoli. «L’approccio conoscitivo è fondamentale per cogliere le tendenze di un comparto, quello manufatturiero bresciano, che continua a rappresentare un baluardo lombardo - ha precisato Fontana -. Il contesto attuale pone molti interrogativi.
La domanda di lavoro, le difficoltà di reperimento del personale, le attese su fatturato ed export con gli aumenti dei costi di produzione e tassi di interesse che impattano sull’accesso al credito. Posso dire che Regione Lombardia intende continuare ad accompagnare le imprese nei processi di innovazione, nella competizione internazionale e sulla formazione per generare competenze adeguate. Occorre semplificare e promuovere un clima favorevole alla creatività, talento e nuove imprese. La forza della Lombardia è tutta nel suo tessuto imprenditoriale». Non solo politica però. «Abbiamo parlato di globalizzazione e imprese, di Pnrr e Governo, di Europa e inflazione - ha spiegato in conclusione il direttore di Bresciaoggi Mamoli -. Le conclusioni sono ferme su un doppio binario: impresa e cultura, cultura di impresa. Qualcuno ci dovrà spiegare perchè la politica industriale è stata considerata come una sorta di brutto anatroccolo.Scopriamo oggi, in mezzo alla tempesta perfetta, che il mondo era costellato di meravigliosi cigni bianchi, come diceva Nassim Nicholas Taleb, prima ancora arrivassero i cigni neri. Un navigatore di oggi, che si trova ad affrontare il gorgo di questa tempesta globale, deve orientarsi con una bussola che deve fare i conti con elementi che possono essere sintetizzati in incertezza, mistero e il dubbio. La vera catena del valore quindi si fonda sulla catena della conoscenza che è il vero fattore di produzione».
Di più. «Il punto di caduta - ha rimarcato Mamoli - non è tanto l’estensione della conoscenza stessa ma la capacità di riuscire a farla propria. Oggi ad una impresa senve chi “conta i numeri“ e chi elevano la visione creativa. E’ inutile perimetrare la visione quando il mondo in cui ci muoviamo è molto più ampio. Il nuovo paradigma è riscoprire un nuovo spirito di impresa, un nuovo spirito di comunità di impresa. Concludendo la frase migliore è forse quella di un versetto del poeta libanese Kahlil Gibran: la tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi». Chiaro quanto l’indicazione dei numeri dei bilanci delle 500 top aziende bresciane che hanno affidato alla tempesta economica perfetta i loro «semi». •.