Il conto alla rovescia è terminato: oggi, a partire dalle 18 (ingresso dalle 17.30) il Teatro Borsoni di via Milano in città ospita la tappa conclusiva dell’edizione 2026 di «Top 500», il progetto omnichannel organizzato dal Gruppo editoriale Athesis con PwC Italia, in collaborazione con l'Università di Verona. L’obiettivo è approfondire i grandi temi dell'economia e della geopolitica internazionale e fornire una bussola con cui orientarsi in un momento di grande incertezza a causa della forte instabilità mondiale.
Tra i protagonisti della serata l'europarlamentare Massimiliano Salini (è vice presidente del Gruppo PPE), Veronica De Romanis, economista, autrice e docente alla Luiss di Roma e alla Stanford university di Firenze, Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore della rivista Domino, e Giuseppe Pasini, al vertice di Feralpi Group, oltre che presidente di Union Brescia e di Confindustria Lombardia; con loro anche Sandro Bicocchi, partner di PwC Italia e responsabile dell'Ufficio Studi di PwC.
Al centro dell’attenzione il titolo del format: «L'in-dipendenza dell'Europa. Dal Green deal alla tecnologia, dall'energia alle materie prime», che fa seguito alle parole pronunciate al Forum di Davos dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, secondo cui il tema «è un imperativo strutturale per il 2026. Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un'opportunità per noi». Una spinta all’azione, dopo anni in cui l’Europa è stata accusata da più fronti di essere poco più di una semplice spettatrice sullo scacchiere mondiale, sia a livello politico che economico.
Nel corso della serata si parlerà dell’attualità politica, ma anche dell’economia globale e delle possibili ricadute degli ultimi avvenimenti in Medio Oriente e nel Golfo Persico per le aziende italiane e bresciane. Al centro dell’attenzione anche l’analisi dei bilanci delle prime 500 imprese del territorio. Uno studio che i lettori potranno sfogliare - anche successivamente - grazie all’inserto di 64 pagine in allegato con Bresciaoggi: un focus sulle performance delle maggiori realtà economico-produttive della manifattura della provincia, con analisi su fatturati, ricavi e solidità finanziaria. Nonostante un quadro nel complesso a luci e ombre, soprattutto dopo il biennio 2022-23 (che aveva rappresentato un rimbalzo significativo dopo il crollo dovuto al Covid), le imprese targate Bs si sono dimostrate capaci di reggere gli shock, anche grazie alla ricerca di nuovi mercati.
Le sfide
Ma non mancano i problemi: il caro energia, con i prezzi che in Italia si confermano meno competitivi rispetto al resto d’Europa, le guerre che sconvolgono il mondo e le difficoltà che cominciano a registrarsi lungo le catene di approvvigionamento rischiano di mettere ulteriormente sotto tensione un sistema che ha già dovuto affrontare molteplici rivoluzioni tra il 2020 e oggi, con particolare attenzione alle aziende meno strutturate.
L'inserto in allegato al quotidiano è arricchito con le interviste ad alcuni dei protagonisti del mondo politico, produttivo, associativo, istituzionale e bancario bresciano e lombardo, che analizzano la situazione attuale e guardano in prospettiva per tracciare la via futura del territorio, tra sostenibilità ambientale e competitività da preservare. Uno strumento per contribuire a capire meglio lo stato di salute del made in Bs e per definire le basi per un domani in cui Brescia possa confermarsi protagonista, con la forza necessaria per vincere le prossime inevitabili sfide.