Brescia in prima linea per il rilancio dell’economia europea. Ne è convinto Franco Gussalli Beretta, presidente della Fabbrica d'Armi Pietro Beretta di Gardone Val Trompia e leader di Confindustria Brescia, che sul palco con il vice direttore di Bersciaoggi Giulio Tosini ha parlato di «L'azienda Brescia oltre le difficoltà: riflessioni e prospettive».
L’orizzonte economico non è sicuramente controllabile. Brescia come affronta l’ennesimo panorama di profonda incertezza...
Non abbiamo la bacchetta magica ma l’industria bresciana ha sempre dimostrato grande capacità e reattività. Penso che sarebbe importante che gli industriali mettano a fattor comune la loro visione concreta. Le istituzioni, in un momento così difficile, devono fare la loro parte. Come? Mettendo in discussione alcune discussioni prese in passato ad esempio sull’energia.Il prezzo energetico oggi è strutturato in maniera penalizzante. Dobbiamo trovare un compromesso. Ma qui oltre alla politica deve intervenire anche l’autorità energetica. Il progetto andrebbe nella direzione di supportare le fonti rinnovabili.
Le prime 500 aziende bresciane «pesano» quanto il Pil della Slovenia, dove imprenditori bresciani stanno costruendo una centrale nucleare.
Ce ne dobbiamo fare una ragione. Davanti alle emergenze come quella energetica, senza soluzioni italiane, dobbiamo trovare soluzioni straniere. Il nucleare va considerato. Una nazione comne L’Italia deve avere una strategia. Il disaccoppiamento tra gas e energia può essere una soluzione. Ma il completamento sarà sicuramente il nucleare.
Platea piena Per Top 500 grande successo al teatro Sociale di Brescia dove nel pomeriggio di sono trovate 400 persone foto only crewIl presidente di Confindustria Brescia Franco Gussalli Beretta intervistato da Tosini sull’Azienda Brescia
Da presidente di Confindustria di cosa è più orgoglioso?
Mi sarebbe piaciuto mettere a terra molti più progetto. Ma la burocrazia non me lo ha permesso. Altro tema è il Pnrr, grande occasione. Ho il rammarico di non essere riuscito a portare il Pnrr in qualche sua forma. Avevamo fatto un bel progetto sui capitali umani e la formazione. Io ci credo ancora e ne parlerà con il Governo ma doveva essere più facile per agevolare il progetto di sistema. Attenzione, io sono ottimista e spero ancora oggi di portarlo a termine.
A breve tornerà a dedicarsi a tempo pieno alla Beretta terminando il mandato da presidente. Che eredità lascerà al suo successore?
Lacsio Its, formazione e innovazione, le colonne portanti del seme industriale. Se non riusciamo a trovare come fare a trovare le nuove competenze per affrontare le sfide delle transizioni e portare una ventata di innovazione su questo territorio. La cittadella dell’innovazione può essere un ottimo strumento da lasciare in eredità a chi prenderà il timone dell’associazione. ma dobbiamo passare dai progetti ai fatti. A ltrimenti anche il tessuto industriale come quello di Brescia farà fatica. Avremo bisogno di capitale umano che saprà affrontare ogni sfida e domani saprà dialogare di più con le università. La strada per avere successo sarà questa e non esistono alternative del mercato. G.Spa.