La difficile transizione del mercato è un tema che attraversa e definisce l’attuale scena economica globale, segnando un punto di svolta nelle politiche commerciali e industriali. La crescente incertezza geopolitica, unita alla strategia protezionistica di Trump, sta rimodellando i paradigmi della globalizzazione e le dinamiche tra i principali attori economici: «I dazi imposti dall’amministrazione americana non sono solo strumenti di pressione, ma riflettono una visione di lungo termine che mira a rinvigorire la manifattura interna, a ricostruire la classe media americana e a rivedere il modello economico globale», ha detto Andrew Spannaus, giornalista e analista politico. Se infatti, da un lato, l’impatto dei dazi è stato evidente, come nel caso del settore lattiero-caseario, con perdite significative per il Grana Padano, dall’altro, le ripercussioni più ampie riguardano tutta la filiera produttiva: «Un aumento delle tariffe del 25%, ad esempio, potrebbe danneggiare pesantemente le esportazioni italiane, con effetti a catena che coinvolgono anche l'indotto», ha sottolineato Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana.
Settori in crisi
Oltre ai dazi, un altro tema caldo è quello della crisi della siderurgia in Germania, che ha messo in difficoltà le aziende bresciane del settore. Nonostante l’impatto diretto dei dazi sugli acciai sia minimo, «il vero colpo per le imprese italiane arriva dalla difficoltà di competere con i prezzi dei concorrenti tedeschi, che hanno scelto di acquistare sul mercato interno per ovviare ai costi più elevati», la sottolineatura di Paola Artioli, presidente Aso-Next. Nel settore automotive, la situazione si complica ulteriormente. Le politiche protezionistiche statunitensi rischiano di avere effetti devastanti sulla filiera delle componenti auto, con ripercussioni anche sulle aziende italiane che forniscono il mercato tedesco. Le difficoltà derivano anche dall’incertezza normativa europea, che frena l'industria dell’automotive, nonostante una domanda ancora viva: «La questione delle sanzioni e delle normative ambientali europee ha portato a un paradosso, con imprese che, pur avendo una domanda di prodotto, preferiscono limitare la produzione per evitare le pesanti multe legate alle nuove regolazioni sulle emissioni», il ragionamento di Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia e Lombardia. L’incertezza economica, innescata da questi fattori, si somma alla difficoltà di prevedere l’evoluzione dei mercati. Le aziende si trovano ora a dover reagire con rapidità a shock geopolitici e a decisioni politiche che sembrano cambiare il quadro competitivo in tempo reale: «Le leve economiche, sempre più difficili da controllare, stanno imponendo agli imprenditori una riflessione profonda su come affrontare queste sfide e adattarsi a un ambiente in costante trasformazione. La capacità di reazione, quindi, sta diventando uno degli aspetti fondamentali per navigare con successo questo periodo di turbolenza economica», h terminato Fabrizio Acerbis di Pwc, partner dell’evento di Top 500 targato Bresciaoggi.